nadar 1874 .net

il Salon e la trafila accademica (Ecole des Beaux-Arts)

Quando gli impressionisti iniziano il loro apprendistato, la pittura francese è ancora dominata dall'Académie des Beaux-Arts. Fondata nel 1664, dopo le profonde riorganizzazioni volute da Napoleone, l'Académie è diventata una sezione dell'Institut ance, guidata da quaranta membri eletti a vita. Questi selezionano i giovani pittori, li accolgono nei loro studi privati e li preparano per il concorso d'ammissione all'Ecole des Beaux-Arts, il fulcro del sistema educativo nazionale. Creata nel 164S da Colbert con lo scopo di porre le basi per uma gestione e un controllo diretti dell'arte e degli artisti da parte dello Stato, anche l'Ecole ha subito radicali trasformazioni con Napoleone e durante la Restaurazione è diventata una tappa quasi obbligata per tutti i giovani artisti che desiderano davvero fare carriera. Chi riesce a superare il selettivo esame di ammissione segue un programma di studi particolarmente severo e rigoroso dal punto di vista tecnico, anche se poco approfondito culturalmente e soprattutto poco aperto all'inventiva e all'interpretazione personale. Simbolo dell'Ecole è il suo grande atrio, affollato da statue greche e romane, che sei vono come modello per i corsi di disegno, in assoluto la materia più importante di tutti i piani di studio. I più meritevoli si spartiscono i premi assegnati nelle numerose gare di abilità, organizzate ogni anno, in particolare il Prix de Rome, il più ambito e prestigioso. Teoricamente è aperto a tutti i francesi tra i quindici e i trent'anni, ma in realtà solo gli studenti dell'Ecole, esentati dalle prove preliminari, hanno qualche possibilità di vincerlo. La prova finale consiste nel realizzare un dipinto su tela (grande circa 1,5x1,2 metri), su un tema scelto dai membri dell'Institut de France, tratto dalla storia antica o dalla Bibbia. I candidati hanno 36 ore per elaborare un disegno dettagliato nei minimi particolari e 70 giorni per eseguirlo sulla tela. I vincitori trascorrono cinque anni all'Accademia Francese di Villa Medici a Roma: studiano e copiano le opere romane e rinascimentali e inviano periodicamente i loro lavori a Parigi, affinchè i professori dell'Ecole valutino i progressi compiuti durante il loro soggiorno.

La consacrazione ufficiale per un giovane allievo è l'ammissione al Salon, se non l'unica, la più solida possibilità di trovare acquirenti per le loro opere. Anche il Salon è stato ideato da Colbert nel 1667; il suo nome deriva dal Salon Carré del Louvre, dove venivano esposti i lavori degli allievi più meritevoli dell'Académie. Con la Rivoluzione francese, l'accesso al Salon viene aperto a tutti ed è creata una giuria che seleziona i lavori proposti. Fino al 1833 è organizzata ogni due anni; dal 1833, con Luigi Filippo, ha cadenza annuale, a eccezione del periodo tra il 1852 e il 1863, in cui si torna alla cadenza biennale. Il numero delle opere esposte varia di anno in anno, dalle tre alle quattromila tele, il più vasto e importante mercato dell'arte contemporanea mondiale. Il pubblico accorre numeroso da tutta la Francia e dall'estero, nte di quattromila,, visitatori al giorno, che pagano un biglietto di circa un franco. Oltre al catalogo sono in vendita riproduzioni di quasi opere presentate, così da dare loro la più ampia diffusione possibile. La stampa dà grande risalto alle varie edizioni, con numerosi interventi di critici e di e scrittori famosi, tra i quali Charles aire, Emile Zola, Alexandre Dumas, Théophile Gautier e i fratelli Edmond e Jules e Goncourt. Tra le pubblicazioni di quei decenni spicca "Le Charivari", una rivista satirica fondata nel 1832 da Charles Philipon (1800-62). Sulle sue pagine vengono pubblicate le illustrazioni di Honoré Daumier, di Grandville, le caricature al vetriolo di Cham - pseudonimo di Amédée de Noè (1819-79) - e gli articoli, spesso polemici, di Louis Leroy, colui che nome agli impressionisti. Essere tra i premiati al Salon rappresenta quindi un vero e proprio riconoscimento ufficiale: vuol dire conquistare o rafforzare la propria fama, avere maggiori probabilità di trovare acquirenti o di ricevere commissioni da parte dei funzionari dello Stato per le decorazioni di monumenti, teatri, università, tribunali e chiese. Ancor più fortunati sono coloro le cui opere sono scelte e acquistate dagli incaricati del ministero delle Belle Arti per essere collocate negli edifici pubblici o addirittura al Musèe du Luxermbourg, la sezione del Louvre dedicata agli artisti viventi. Con il crescere del munero delle opere presentate alla selezione e dell'importanza dei premi assegnati, il potere della ga aumenta sempre più, scatenando polemiche e rivalità molto accese, a cui si cerca di porre almeno un parziale rimedio modificando, nel corso degli anni, il numero dei membri e i criteri con cui vengono scelti. In generale, però, per tutta la prima metà del secolo, l'orientamento dei giurati rimane rigidamente conservatore, tanto da ignorare volutamente le correnti o gli artisti più innovatori. Un ruolo particolare è svolto, infine, dalle Esposizioni Universali: la prima in assoluto è quella di Londra, al Crystal Palace, nel 1851, seguita da quella di New York del 1853. Due sono le edizioni parigine nel 1855 e nel 1857.


 

 


L'ultima verniciatura dei quadri (da cui il termine "vernissage" prima dell'apertura del Salon).